PASSIFLORA

PASSIFLORA Passiflora incarnata L.

Famiglia: Passifloraceae

Parti impiegate: parti aeree

Habitat: America centrale e meridionale, Stati Uniti meridionali. Attualmente è coltivata in molti paesi a clima temperato-caldo.

Preparazioni farmaceutiche consigliate: estratto secco nebulizzato e titolato in iperoside min. 0,3% (Farmacopea Italiana X), la cui dose giornaliera va da 6 a 8 mg. per kg di peso corporeo, suddivisi in due o tre somministrazioni, di cui una nella tarda serata poco prima di coricarsi. Composizione chimica: Alcaloidi: armano, armolo, armalolo, armalina. Flavonoidi: monoglucosil-flavoni (vitexina, isovitexina, orientina e loro isomeri, crisina). Maltolo (2-metil-3-idrossipirone). Tra le sostanze che costituiscono il fitocomplesso della passiflora hanno particolare importanza i flavonoidi, ai quali è prevalentemente da attribuire l’attività farmacologica.

Attività farmacologica: Possiede azione sedativa sul sistema nervoso centrale, soprattutto a livello della zona del midollo spinale che controlla i movimenti e dei centri del sonno. Utile soprattutto nell'insonnia di tipo cerebrale, dove provoca un sonno simile a quello fisiologico e un risveglio senza stordimento. Non sembra causare assuefazione. Recentemente è stato dimostrato che alcuni flavonoidi della passiflora sono in grado di legarsi ai recettori delle benzodiazepine situati nel cervello, spiegando così l’azione sedativa di questa pianta. Uno studio clinico effettuato su pazienti con disturbi ansiosi ha dimostrato che la somministrazione per un mese di estratto secco di Passiflora migliora significativamente il punteggio ottenuto nel test di Hamilton (specifico per misurare l’ansia) nel 43% dei soggetti trattati, mentre ciò si verifica solo nel 25% dei pazienti che ricevevano il placebo. L’effetto sedativo avviene attraverso la stimolazione del sistema GABAergico. I flavonoidi della passiflora si legano ai recettori del GABA, aumentandone l’affinità per il neuromediatore. La passiflora, confrontata con la benzodiazepina oxazepam, ha dimostrato la stessa efficacia contro l’ansia (Akhondzadeh, J ClinPharm Ther 26, 363 –367 2001). Possiede inoltre attività antispasmodica sulla muscolatura liscia del tubo gastroenterico, sinergica con quella della Melissa e del Finocchio.

Effetti avversi: la passiflora non sembra causare potenziamento degli effetti dell’alcol, ridurre l’attenzione né dare assuefazione o dipendenza. Il suo impiego è pertanto ritenuto sicuro. Sono segnalati alcuni casi di eccitazione paradossa in seguito alla sua assunzione. Titolazione: in isovitexina, min. 0,3% Posologia: e.s. 2-300 mg, 2-3 volte/d; e.f 1ml /d